Cornici per lauree e diplomi

Cornicissima

Email: cornicelaurea@gmail.com
Tel. 3475960638

L'Idea Salva Laurea

Prima ancora di diventare corniciaia ho avuto sempre il pallino di come incorniciare al meglio la mia Pergamena di Laurea non solo da un punto di vista puramente estetico, ma anche e soprattutto dal punto di vista della conservazione.
(Leggi qui la mia storia).

Anche se spesso la si considera solo "un pezzo di carta" nessuno può negare il peso che porta in sé questo documento.

Quanta fatica e impegno ci è costata la nostra Pergamena di Laurea lo sanno bene le persone che ci sono state vicino finanziariamente e moralmente!

Ognuno di noi ha un ricordo preciso di quell'esame che sembrava impossibile da superare oppure di quel momento in cui avremmo voluto mollare tutto.

E di quel professore che ti gelava solo a vederlo, ne vogliamo parlare?

Eppure tutto questo cadrebbe presto nell'oblio senza la nostra Pergamena di Laurea, il famoso "pezzo di carta" che è la prova provata che ce l'abbiamo fatta e siamo pronti per nuove sfide.

Se ci riflettiamo bene, a volte, il valore affettivo per un simile traguardo è persino superiore a quello meramente istituzionale.

In ogni caso non possiamo lasciare in un cassetto la nostra Pergamena di Laurea, o peggio ancora, dimenticarla su un armadio!

Ma a questo punto la domanda è:

Come posso proteggere la mia Laurea?

Dopo vent'anni di esperienza con le cornici e tanti approfondimenti sui metodi per la migliore conservazione dei documenti, sono riuscita a trovare una soluzione pratica ed efficace per proteggere la tua Pergamena di Laurea.

Gli esperti di conservazione usano da tempo immemorabile la preziosa "carta riso" per preservare i documenti antichi.

La caratteristica di questa carta è la sua indiscussa capacità di creare un perfetto isolamento del documento da tutti i pericoli che lo circondano, tra questi anche la cornice!

Quindi la cornice non basta a proteggere la mia Pergamena di Laurea?

No, la cornice non basta, perché il vetro e il legno da soli non sono sufficienti a mantenere il giusto habitat per una perfetta conservazione. (Leggi la risposta a Marina).

Com'è nata l'Idea Salva Laurea?

Avevo in mente già da un po' la mia Idea Salva Laurea come un concetto, ma non sapevo come farlo diventare una cosa concreta.

L'ispirazione e il coraggio mi sono venuti fuori quasi per gioco, mentre i miei figli si appassionavano a creare cose tridimensionali con la nuova macchina taglia passepartout a controllo numerico.

All'inizio l'Idea Salva Laurea era ancora confusa e complicata da realizzare.

Dopo tanti tentativi non ero soddisfatta e come succede spesso la fortuna non mi aiutava affatto, perché da lì a poco i miei figli Emanuele e Mariano sarebbero partiti per andare a lavorare fuori e quindi mi sarebbe mancato chi poteva creare un programma adatto.

Non ho reagito bene a tutto questo, ed ho ceduto all'istinto di buttare via tutto, i prototipi, i disegni, i file...

A volte ritornano

Ormai non ci pensavo più, quando tornando per una festività i miei ragazzi si ricordano di quel progetto e ne riparliamo, lo rivediamo daccapo, e ci viene in un altro modo, semplice, preciso, naturale.

Insomma non so dire veramente come è successo ma sta di fatto che in quattro e quattrotto è nata l'Idea Salva Laurea.

Un'idea semplice

Se l'obiettivo è quello di migliorare il livello di protezione della nostra Pergamena di Laurea allora la cosa è semplice: bisogna isolarla da tutto il resto (cornice e vetro).

E l'Idea Salva Laurea lo fa utilizzando un 'panino' formato da un passepartout sul davanti e un cartoncino con apertura facilitata sul retro. Semplice no?

Un'idea precisa

l'Idea Salva Laurea però deve calzare a pennello con la nostra Pergamena di Laurea.

Per questo motivo abbiamo due formati:

Un'idea naturale

All'interno dell'Idea Salva Laurea esiste uno spazio di appoggio, una tasca, nella quale la Pergamena di Laurea può stare senza bisogno di adesivi o altro.

Più naturale di così! Guarda il video

 

Cornici per A3

cornice per laurea A3 tinta rosso

Cornice per A3 tinta rosso
€ 12,00

cornice per laurea A3

Cornice per A3 foglia argento
€ 19,00

Cornice per laurea foglia oro

Cornice per A3 foglia oro
€ 19,00

Cornice per laurea - fiori in rilievo

Cornice per A3 fiori rilievo
€ 19,00

Cornice per laurea rosso

Cornice per A3 rete ciliegia
€ 15,00

Cornici per A4

 

Cornice fiori in rilievo per diploma

Cornice per A4 fiori in rilievo
€ 15,00

Cornice A4 foglio argento

Cornice per A4 foglio argento
€ 15,00

Cornice A4 foglio oro 

Cornice per A4 foglio oro
€ 15,00

Cornice A4 rete ciliegia per diplomi 

Cornice per A4 rete ciliegia
€ 12,00

Cornice A4 tinta rosso per attestati 

Cornice per A4 tinta rosso
€ 9,00

LA MIA STORIA...

La mia Cornice per Laurea in Economia e Commercio l’ha fatta Loreto, il falegname amico di famiglia.

Erano gli anni dei mobili in ciliegio e quindi la mia cornice (non l’ho più cambiata) è una semplice piattina in ciliegio.

Per il piccolo ufficio di contabilità che gestivo andava più che bene, d’altronde io arrossivo ogni volta che qualcuno mi chiamava “dottoressa”!

Filò tutto liscio finché non cominciai a fare domande per l’insegnamento nelle scuole medie e superiori.

Mi accorsi subito che era troppo complicato andare ogni volta da Loreto a farmi smontare e rimontare la cornice per fare le fotocopie della Pergamena di Laurea.
Ogni anno facevo decine di fotocopie e mi imbarazzava non poco dipendere da qualcuno per “recuperare” il mio prezioso documento.

Fa strano dirlo, ma allora non c’era Google a cui chiedere, ed io, che ormai ero andata in fissa, appena vedevo una Cornice per Laurea in uno studio di Professionisti, volevo sapere come avevano risolto il problema dell’apertura, che tanto mi affliggeva.

Niente da fare, per tutti era naturale dover andare ogni volta dal falegname o corniciaio di fiducia.

I più scaltri, avendo più di uno studio, avevano fatto incorniciare le fotocopie e lasciata in una cartella sull’armadio la Pergamena originale!

Soluzione da professionisti… del crimine, direi!

Ma come facevano a stare tranquilli i miei esimi colleghi a lasciare la propria Pergamena di Laurea così alla mercè di polvere e ragnatele, quando basta poco a rovinarla per sempre!

Basta un infido ragnetto che si intrufola tra le pieghe della cartella che dovrebbe proteggerla, a lasciare un segno indelebile sul tuo insostituibile documento!

Nonostante la mia continua preoccupazione ad un certo punto dovetti arrendermi all’evidenza: se finora hanno fatto tutti così, perché farsi tanti problemi? Valeva proprio la pena mettersi a fare il Don Chisciotte delle Pergamene di Laurea? E così tra incubi e speranze finì sull’armadio anche la mia “inutile” battaglia!

Ma il mondo gira e il mio ha girato anche di più, perché è accaduto qualcosa che non avrei mai immaginato capitasse proprio a me: sono diventata una corniciaia!

I primi tempi andando in bottega a Firenze per imparare i piccoli segreti della corniceria, avevo talmente tanto da apprendere che non ricordavo più l’antico problema che mi affliggeva.

E qui apro una parentesi importantissima.

Ho scritto più volte quanto per lunghissimo tempo mi sia sentita una persona “negata” per tutto ciò che riguarda la manualità, la creatività, l’estro artistico.

E non finirò mai di essere grata ai miei maestri di bottega di Firenze per avermi insegnato senza riserve un mestiere antico ed affascinante come quello del Corniciaio.

Ma non sarei onesta se non dichiarassi apertamente quale enorme contributo mi è arrivato dalle mie clienti.

La diversità di esigenze di ciascuna, non solo dal punto di vista estetico, ma più spesso sotto l’aspetto pratico, mi ha fatto fare passi da gigante verso nuovi metodi da applicare.

Mi sono appassionata anche dei metodi di conservazione più del dovuto proprio per loro, per fare felici le mie clienti!

Non posso nascondere che certe richieste mi mettevano in agitazione, mi sembravano irrealizzabili, e magari anche un po' esagerate.

Ma, come diceva mia nonna Ida, di cui porto il nome, non bisogna aver paura degli ostacoli che ti si parano davanti. Se li guardi bene non sono altro che i gradini della scala che ti porterà al successo!

La cornicetta maledetta

Simona arrivò un po' alla chetichella in negozio quella mattina presto.

Ero andata un po' prima dell’orario di apertura per fare un lavoro delicato con più tranquillità.

Mi accorsi di lei perché si era appiccicata alla vetrina e con le mani accanto al viso cercava di guardare se c’era qualcuno dentro.

Quando i nostri sguardi si sono incrociati ha avuto un sussulto e mi sembrava che se ne stesse andando, invece era corsa in macchina a prendere il suo fardello!

Pochi minuti, ed eccola lì davanti a me, ora la vedevo bene, una signora semplice, ma ben curata e con una ansia inconfondibile: aveva combinato qualcosa con una cornice che stringeva tra le mani e che quasi quasi non voleva farmi vedere, come i bambini scoperti con le mani nella Nutella!

Ho combinato un guaio! mi dice con lo sguardo basso.

Signora,vediamo cosa si può fare, replico per incoraggiarla a staccarsi da quella cornice che le si è incollata alle mani!

No, lei non può capire, mia figlia è disperata, ed io non so come fare adesso!

Era davvero nel panico più totale.

La Laurea, la sua Laurea, lei che ci tiene così tanto! Farfuglia, quasi parlasse da sola.

Ma io che ne sapevo, l’ho sistemata come meglio potevo, pensavo di fare bene, non credevo, non credevo che non si potesse fare!

Mamma mia qui le cose si complicano, penso tra me e me.

Ero ancora alle prime armi e mi sentivo abbastanza indifesa davanti ai problemi delle persone che venivano da me.

In un attimo la mia mente ha visto gli scenari più neri.

Questa era la prova provata che ero negata per la manualità, non sarei di certo riuscita a risolvere il problema della signora e la mia carriera di corniciaia finiva lì con un bel passaparola negativo sul mio conto! E vi assicuro che le chiacchiere di paese sono più potenti di qualunque social!

Finalmente, tra una lacrima e un bicchiere d’acqua, la signora, che ormai abbracciava la sua cornice come un bimbo in fasce il suo orsacchiotto, mi racconta la sua incredibile storia.

Quanti sacrifici per far studiare le sue due figlie, lei con un lavoro in una piccola sartoria locale, il marito da qualche anno disoccupato che si arrangia come può.

Ma alle ragazze non era mancato nulla, anche se dovevano viaggiare avanti e indietro per frequentare l’Università a Cassino.

La prima si era laureata già da un anno e mezzo ed ora faceva supplenze.

Appena arrivata la Pergamena di Laurea aveva fatto fare un certo numero di fotocopie per le domande ai Presidi.

Poi l’aveva posata sull’armadio.

Ma lei, la mamma, questo non poteva proprio sopportarlo!

Insomma quella Laurea è un orgoglio anche per loro, è un traguardo per cui hanno faticato tutti in famiglia!

Ha deciso: farà una sorpresa alla figlia!

Esce alla ricerca di una di quelle cornicette già pronte che costano poco ma quello passa il convento!

La trova, non è un granchè ma costa poco, e questo conta!

La compra d’impeto anche se… anche se, tornata a casa si accorge che la misura è più piccola di uno o due centimetri rispetto alla Pergamena di Laurea!

A questo punto succede il patatrack!

Mentre è tutta intenta a cercare di fare entrare la Laurea in quella disgraziata cornicetta, le viene la malaugurata idea di rifilare un po' la parte che avanza, e con le sue affilate forbici da sarta, taglia un po' qui e un po' lì il prezioso documento!

Tanto, pensa, non se ne accorgerà nessuno!

A scuola di Conservazione

Dove eravamo?

Ah sì, la scuola in bottega a Firenze.

Naturalmente ci sono andata molto spesso perché ormai avevo superato l’ostacolo più grande, me stessa.

Come? Ti chiederai.

C’è un metodo molto in uso tra gli artigiani fiorentini, a loro non interessa nulla di quello che sai o non sai fare. Stai lì per farlo? Dunque, lo fai.

Tra gli altri capitò un approfondimento con un esperto di conservazione museale che lavorava per gli Uffizi.

All’inizio pensai che era troppo per me, d’altronde come poteva capitarmi di lavorare per un museo?

Per fortuna la curiosità fu più forte perché quel Corso è stato la fonte di ispirazione per risolvere il mio annoso problema (Ti ricordi… Cornici per Laurea Sicure ed Apribili).

Giorni intensi passati a scoprire tecniche antichissime e nuovi incredibili materiali studiati appositamente per la Conservazione di documenti preziosi.

E potrai facilmente immaginare cosa ho fatto appena tornata: ho aperto la mia cornice di Laurea per vedere se era stata incorniciata secondo quelle regole di conservazione.

E che te lo dico a fare?

Niente, ci ho rimesso mano e da allora ho trattato tutte le Lauree come ho fatto con la mia: cioè come documenti preziosi da conservare al meglio!

 

Domande e Risposte sulle cornici

E’ consigliabile incorniciare un Diploma o Laurea tra due vetri?

Vincenzo

La domanda che mi fa Vincenzo è un vero enigma, un problema senza soluzione.

Da sempre si dà un improprio valore al 'potere di protezione' che ha il vetro!

Ma la lunga esperienza degli esperti di conservazione di documenti dimostra senza dubbio l'estrema pericolosità del contatto diretto con il vetro per ogni opera, specialmente per le Pergamene di Laurea.

Prima che si studiasse un cartoncino per passepartout 'acid free' i vecchi restauratori utilizzavano ritagli di carta riso quasi a formare una 'cartellina' protettiva e isolante davanti e dietro il documento.

Con questa 'trucco' la pergamena non subiva gli sbalzi di temperatura e il rischio quindi di 'vaporizzazione' , cioè della produzione di minuscole particelle di umidità all'interno del quadro.

Sono proprio loro il vero problema!

Naturalmente quando parliamo di Pergamene ci riferiamo a quei documenti che necessitano di una conservazione ottimale per lunghissimi anni.

Che dire in conclusione?

Il mio consiglio è di utilizzare un ottimo passepartout professionale, adatto per la conservazione dei documenti per evitare il contatto col vetro ed un altrettanto ottimo retro senza acidi per una migliore durata garantita.


 

Dovrei incorniciare due Pergamene di Laurea e vorrei sapere come sono fatte le vostre, tenendo conto che debbano conservare bene il prodotto nel tempo e all'occorrenza avere la possibilità di estrarle dalla cornice.

Maurizio

Buonasera Maurizio,
ho fatto un video proprio per spiegare precisamente le caratteristiche delle nostre Cornici per Laurea.

Questo è il link, spero le sia utile! https://bit.ly/2DS35g1

Per una Cornice per Laurea non si può badare solo alle apparenze.

Avrai notato come i fabbricanti di cornici della GDO fanno di tutto per risparmiare.

Io penso sia uno sbaglio.

Le cornici sono riempite con materiali di scarto a buon mercato.

Molte aziende vendono cornici fatte con surrogati del legno, o con resine pesanti, utilizzando materiali che possono rovinare il tuo prezioso documento.

I loro costi di produzione scendono perché queste aziende usano prodotti non adatti, senza preoccuparsi della conservazione.

Ma i risultati ne risentono.

Quando si tratta di cornici, sono possibili molte scorciatoie.

Io non le prendo mai.

A volte, queste differenze non sono visibili ad un occhio poco esperto.

Ecco perché voglio mostrarti i segreti nascosti sotto la superficie per creare qualcosa che custodirai come un tesoro.

Che lavorazione c'è per mantenere intatto nel tempo il foglio?

Desidero che tu sia in grado di ottenere una cornice per Laurea che custodirai come un tesoro per gli anni a venire.

Materiali, tecniche e tradizione fanno tutti parte della realizzazione di una cornice speciale come quella per la tua preziosa pergamena di Laurea.

I materiali che utilizzo sono materiali di altissima qualità.

Non tutti sanno che il più grande pericolo per un documento prezioso sta nel retro della cornice.

Tale supporto deve essere specifico per la conservazione al fine di evitare la produzione di quegli acidi che possono macchiare irrimediabilmente il tuo documento.

Io uso solo i materiali come l’Alfa cellulosa, Acid Free cioè libera da acidi, perché garantiscono una conservazione di alta qualità.

Questo assicura che la tua pergamena di Laurea resisterà alla prova del tempo.

Quando posizionerai la tua cornice per Laurea nel tuo studio, lo noterai.

Un servizio in più!

Le nostre Cornici per Laurea sono ispirate, perchè amiamo quello che facciamo.

Non abbiamo dubbi che anche tu sarai ispirato.

Spesso mi si domanda:

Ma se dovesse servirmi di consultare o presentare la mia pergamena di Laurea come faccio con una cornice chiusa?

Anche per questo ho studiato una soluzione che ti permetterà di consultare in ogni momento e con semplicità il tuo prezioso documento.

Una Cornice per Laurea fatta così porterà nuova vita in qualsiasi studio in cui sarà collocata.


 

Realizzate anche cornici per Laurea a giorno su misura?

Corrado

Magari, Corrado!!
Saremmo una holding!

Non intendo scherzare, ma sottolineare che le cornici a giorno rappresentano un prodotto chiaramente industriale che nulla ha a che fare con una lavorazione artigianale su misura.

Per meglio capire le differenze le farò notare 3 cose che saltano subito all’occhio.

1. Le cornici a giorno non hanno il vetro, ma un prodotto particolare chiamato anche vetro plastico o crilex, molto delicato. Il taglio viene effettuato da macchinari industriali che non lasciano un angolo vivo, quindi tagliente e pericoloso.

2. Il retro deve essere di un materiale surrogato del legno perché altrimenti il quadro non avrebbe struttura. Si tratta sempre di un supporto di pochi millimetri che tende ad imbarcarsi se esposto in luoghi umidi o alla luce diretta del sole.

3. L’attaccaglia, dato il basso spessore del retro, è inserita con macchinario industriale capace di fissare a pressione un gancio appositamente studiato.


 

Perchè tante attenzioni per un semplice foglio di carta?
Non le sembra di esagerare con tutte queste storie sulla conservazione?
In fondo una Laurea non è altro che un documento stampato su un normale foglio di carta!

Marina

Grazie Marina per la tua osservazione,

mi dai la possibilità di approfondire un tema che ho molto a cuore.

Qual è il problema di questi tipi di pergamene?

Una pergamena di Laurea non è solamente un documento importante e prezioso, ma rappresenta il punto di arrivo di anni e anni di sacrificio, di studio, di fatica in cui ognuno è protagonista.

Le chiamiamo impropriamente Pergamene anche se ormai sono stampate su Carta pergamenata o filigranata per renderne certificabile l’autenticità.

La conservazione di documenti non è un problema attuale , ma ha raccolto molti studi e attenzione soprattutto negli ultimi anni grazie anche ad alcune Associazioni che hanno come scopo specifico la salvaguardia del Patrimonio librario in Italia e nel mondo.

Una di quelle che seguo è l’Aicrab Associazione Italiana Conservatori e Restauratori degli Archivi e delle Biblioteche.

In un loro articolo dedicato a dare Alcuni consigli per conservare libri e documenti troviamo qualcosa di molto interessante per capire quali rischi corrono le nostre lauree se non opportunamente protette.

L’ambiente di conservazione

Libri e documenti sono manufatti polimaterici, composti cioè da un’ampia gamma di materiali: carta, cartone, tessuto, colla, (...) Si tratta di materiali che originano da organismi viventi, a lungo definiti “organici” proprio per questo.

Tali materiali sono particolarmente sensibili e perciò vulnerabili alle condizioni e delle modifiche del contesto in cui si trovano. I fattori chiave sono l'umidità, la luce, la temperatura.

Acqua e umidità: il rischio biologico

L’acqua è probabilmente il peggiore tra gli agenti deterioranti sia nella fase liquida (inondazioni e allagamenti), sia in quella gassosa (umidità).

Abbiamo appena sottolineato che carta, pergamena, cuoio hanno tutti origine organica e costituiscono pertanto un buon substrato per lo sviluppo di microrganismi, cioè organismi viventi non visibili ad occhio nudo; tra essi, batteri e funghi.

Per crescere e riprodursi, i microrganismi hanno bisogno innanzitutto di una certa quantità di acqua che trovano all’interno dei materiali i quali risentono dell’ambiente in cui si trovano.

Se non ci sono state inondazioni, l’acqua è presente in fase gassosa, vale a dire come umidità.

Ci sono diversi modi di definire l’umidità, ma a noi interessa soprattutto l’umidità relativa, quella che si misura con gli igrometri e che si esprime in percentuale: l’umidità relativa (UR) alta è quella dei giorni piovosi che all’esterno supera il 90%, mentre l’UR bassissima è quella del deserto, inferiore al 10%.

Secondo le norme dell’UNI sarebbe bene che in un archivio o in una biblioteca l’UR fosse compresa tra il 45 e il 55%.
Più realistico sarebbe augurarsi che essa si mantenesse sotto il 65% perché, quando l’UR supera il 60%, c’è il rischio che i documenti vengano attaccati da microrganismi.

Siccome la temperatura favorisce il loro metabolismo – la pasta del pane nella quale si introduce il fungo Saccharomyces cerevisiae , meglio noto come lievito di birra, per lievitare presto e bene si pone in un ambiente tiepido – se essa supera i 25-30°C i rischi aumentano.

Comunque, anche in un luogo freddo, se l’UR è elevata, le muffe proliferano.

Dimenticate un limone nel frigorifero e, anche a 4°, dopo qualche settimana, sarà coperto da una bella muffa.

Carta e cellulosa: il rischio chimico

L’altra causa di rischio è di origine chimica: la carta, come tutti sanno, è formata essenzialmente di cellulosa.

Attenzione, però, la carta è un sistema assai complesso, non riducibile alla sola cellulosa, come purtroppo molte volte è avvenuto nella gran parte delle ricerche chimiche sulla conservazione della carta.

Trascurare l’apporto delle altre componenti, in primis quello delle sostanze usate per la collatura della carta, è stato un grave errore del passato di cui ancora oggi si scontano le conseguenze.

Ciò premesso la cellulosa è una macromolecola : cioè un polimero, come la plastica naturale, sintetizzato dagli organismi vegetali che, mettendo insieme l’anidride carbonica dell’aria e l’acqua che assorbono dal suolo, formano uno zucchero, il glucosio, che è il monomero, componente primaria del polimero.

Due molecole di glucosio danno luogo al cellobiosio, che è il “mattone”da cui dipendono le proprietà fondamentali della cellulosa.

La migliore cellulosa, del lino o del cotone, è composta da qualche migliaio di anellini di cellobiosio, per quella della carta da giornale ne bastano poche centinaia; ciò spiega, almeno in parte, la durabilità della carta medievale ottenuta da stracci di lino.

Acqua e cellulosa

Veniamo ora ai rapporti tra acqua e cellulosa.

Il fatto che senza acqua non ci sarebbe stata vita, significa che questa piccola molecola, formata da idrogeno e ossigeno, è una meraviglia della natura.

Su di essa sono stati scritti migliaia di volumi e non ce la sentiamo di affrontare l’argomento.

Però una cosa bisogna pur dirla: la molecola dell’acqua si comporta come una sorta di nano-calamita di cui l’ossigeno costituisce il polo negativo e l’idrogeno quello positivo.

Anche nella molecola del cellobiosio ci sono zone ricche di nano-calamite che attraggono le altre nano-calamite formate dalle molecole d’acqua.

Tra acqua e cellulosa vige dunque una sorta di simbiosi, poiché la prima funge da “cemento plastico” per le catene polimeriche della cellulosa.

La cosa si può facilmente verificare prendendo in mano un foglio umido floscio perché abbondantemente “lubrificato” e uno secco lasciato, ad esempio, per qualche ora su un calorifero che apparirà molto rigido, proprio per la carenza di acqua tra le catene cellulosiche.

Un minimo di acqua tra di esse è indispensabile per favorire la loro coesione e dare elasticità alla carta e prende il nome di “acqua legata”.

Quando ce n’è in abbondanza “acqua libera”, essa diviene disponibile sia per i microrganismi i quali possono “abbeverarsi” nelle “pozze” di acqua libera che si creano tra le macromolecole, sia per i processi di degradazione chimica, primo tra tutti l’idrolisi.

Per definizione le reazioni di idrolisi della cellulosa non possono avvenire se non c’è acqua.

Sicché, in un ambiente con elevata Umidità Relativa, esse saranno ampiamente favorite.

E questa è l’ulteriore ragione che ci spinge ad abbassare nella misura del possibile, come vedremo, l’aliquota di Umidità Relativa nei depositi di conservazione.

Temperatura

Molti pensano che la temperatura sia un terribile fattore di degrado, ma non è vero. Certo, associata all’umidità relativa, come si è già ricordato, può causare gravi danni. Anche forti sbalzi di temperatura non favoriscono la conservazione di documenti e libri, ma in genere i suoi valori non raggiungono all’interno delle case, negli archivi e nelle biblioteche, livelli preoccupanti.

L’ideale sarebbe avere una temperatura costante intorno ai 20-22°C ma si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere. In molti casi però potrebbe essere sufficiente sfruttare l’inerzia termica delle strutture murarie curando in particolare la tenuta di porte e finestre. In questo modo si otterrebbe, con un minimo dispendio energetico, se non la perfetta costanza della temperatura, variazioni poco rilevanti, dunque accettabili.

In conclusione, gentile Marina, è generalmente difficile accettare che una gran quantità di documenti stia andando verso la fine della sua vita naturale e i pochi anni che gli restano possono solo essere prolungati con un trattamento e un immagazzinamento oculati.

Bastano però poche e semplici misure preventive per prolungare notevolmente la vita di una Pergamena o di una raccolta di documenti.

Spero di aver spiegato abbastanza il perché di tanta attenzione e cura nella conservazione delle Pergamene di Laurea.

Ida

 

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